L’ipnosi è uno stato alternativo di coscienza in cui si manifesta la massima connessione fra mente e corpo, con un’amplificazione sensoriale e un’attivazione delle risorse latenti. L’ipnosi è dunque uno strumento ordinatore che favorisce la prestazione d’eccellenza agendo sulla connessione tra mente e corpo*.

L’utilizzo dell’ipnosi in campo sportivo è prassi piuttosto recente: solo nel 1984, in Italia, fu dichiarato apertamente da un atleta di aver tratto benefici anni prima, nello specifico nel 1975, con poche sedute di ipnosi; si tratta di Lea Pericoli, campionessa di tennis.
Per il costruttivismo il cervello non rappresenta per noi la realtà, ma struttura per noi una realtà stabile.

Con l’ipnosi noi possiamo creare realtà alternative che possono eventualmente sostituirsi a quelle precedentemente create e che non funzionano più in modo adeguato.
L’ipnosi costruttivista viene utilizzata come un dialogo con l’inconscio, laddove l’inconscio viene inteso come un serbatoio di risorse, strumento pieno di potenzialità inespresse che possiamo andare a stimolare ogni volta che ricerchiamo un aiuto di fronte ad una difficoltà.

Gli obiettivi che si possono raggiungere con l’impiego dell’ipnosi sono molteplici, ed essa ci può anche aiutare per lavorare su ciascun fattore della Sfera e sullo stato di Flow degli atleti.

Alcuni degli obiettivi raggiungibili con l’utilizzo dell’ipnosi sono:

 

  • Gestione dell’ansia da prestazione

  • Aumento concentrazione (massima connessione mente- corpo)

  • Controllo del tono muscolare e regolazione energia

  • Equilibrio nei ritmi circadiani (sonno/veglia)

  • Giusta attivazione per l’azione

  • Creazione di rituali operativi

  • Recupero post-infortunio e decondizionamento da traumi

  • Comandi post-ipnotici e trigger di attivazione

  • Identificazione dello stato desiderato (goal setting)

  • Identificazione delle strategie adeguate (creare ordine)

  • Perfezionamento dell’efficacia

  • Aumento della sincronia mente-corpo*

* Tratto da Vincere con la mente, Vercelli Giuseppe, 2005

* Tratto da Manuale di psicologia dello sport, Unità operativa del Centro di psicologia dello sport dell'Università Suism di Torino

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