La Psicologia dello Sport è una disciplina che si è sviluppata in ambito accademico e nel mondo dello sport a partire dalla seconda metà degli anni 60.

Da quegli anni la psicologia dello sport si è affermata nell’ambito delle scienze dello sport e di quelle cognitive e non solo come disciplina accademica ma pure come ambito applicativo.

Tradizionalmente, la psicologia dello sport si è diffusa in maniera significativa quando è stata riconosciuta dal mondo sportivo come ambito conoscitivo in grado di fornire un valido contributo al miglioramento della prestazione sportiva degli atleti delle squadre nazionali.

Basti pensare che già per le olimpiadi di Los Angeles del 1984 ben 20 psicologi canadesi lavoravano con atleti e atlete che vi parteciparono.

Negli ultimi anni la Psicologia dello sport sta acquisendo, anche in Italia, sempre più notorietà e legittimità scientifica, grazie al duro lavoro di ricerca, formazione e promozione operato da molti amanti dello sport, nella sua applicazione non solo a livello prettamente agonistico, ma anche fra le sue categorie dilettantistiche, amatoriali, giovanili, disabili, adulti, anziani e soprattutto nel campo della promozione della salute rivolta a qualsiasi età, condizione sociale, ecc.

Si può tranquillamente parlare di rivoluzione concettuale all’interno del mondo della Psicologia dello sport se si vanno ad esaminare i paradigmi teorici di riferimento.

La Psicologia dello Sport in senso stretto è una branca della psicologia che studia atleti professionisti e dilettanti di sport individuali e di squadra con l’obiettivo di portare alla luce i loro meccanismi mentali e migliorarne la prestazione sportiva e il benessere in generale.

In altri termini cerca di far coincidere la prestazione reale con quella potenziale.

La Psicologia dello sport oltre alla parte di analisi ha una parte applicativa e consiste nell’utilizzo di tecniche volte all’espressione della genialità dell’individuo, riconoscendo e portando in evidenza le risorse del soggetto tramite un adeguato metodo di intervento. Analizza i processi mentali e gli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona; il suo fine è il conseguimento del benessere e della salute per favorire l’incremento della prestazione sportiva, partendo ovviamente dalla psiche.

Gli utenti sono tutti coloro che sono coinvolti nell’ambito sportivo: atleti, allenatori, arbitri, genitori.

Lo psicologo dello sport studia e cerca di sviluppare negli atleti la loro Intelligenza Agonistica concetto coniato dal dottor Giuseppe Vercelli, come quel tipo di intelligenza che da all’atleta la capacità di prevedere ed affrontare in maniera efficace le sfide che gli vengono imposte dalla disciplina in cui si cimenta.*

*(Unità Operativa di psicologia dello sport, Centro di Psicologia della sport e della prestazione umana, Suism Torino, 2011, pag. 15)

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