• Strategicamente

Liberi costruttori di realtà


Buonasera ai miei curiosi lettori di Psicologia dello Sport,

nell'articolo scorso vi ho lasciati con una domanda, ve la ripropongo così possiamo iniziare da qui il nostro viaggio nel mondo del Costruttivismo.

Cosa scegliete di vedere nell’immagine qui sotto?

Non ho sbagliato quando vi ho scritto cosa “scegliete” di vedere perché di fatto questa è un’immagine che si può vedere in due modi, non contemporaneamente ma prima uno e poi l’altro.

Posso vedere due profili di donna che si guardano oppure un viso di donna dietro ad un portacandele.


Avrete già visto molte di queste illusioni ottiche ma in questo contesto mi serve solamente per introdurvi la filosofia del costruttivismo che sta alla base dell’intervento di ottimizzazione della prestazione.

Noi scegliamo come vedere la realtà, che ci circonda esattamente come possiamo scegliere quale delle due immagini vedere in questa foto.

Può sembrare un’affermazione forte ma siamo veramente costruttori attivi della nostra realtà e non attori passivi di qualcosa che avviene totalmente al di fuori di noi.

Pensiamo ad esempio a due persone che prendono l’aereo insieme: una ha paura di volare e l’altra no. La prima persona vivrà quelle ore di volo con una sensazione di pericolo costante e sobbalzerà ad ogni minima variazione di rumore, l’altra probabilmente si addormenterà immaginando cosa farà quando sarà arrivata a destinazione.

Stessa realtà, due interpretazioni e stati d’animo diversi.

Potrei farvi altri mille esempi di come le persone poste di fronte allo stesso Fatto lo interpretano reagendo in modo totalmente diverso.

La realtà non può essere considerata indipendente da colui che la osserva, dal momento che è proprio l'osservatore che le dà un senso, partecipando attivamente alla sua costruzione, ognuno di noi filtra i fatti con i suoi personali schemi mentali, dandogli così un significato individuale.

Questa è una scoperta che già di per sé, quando viene compresa a fondo, ci dà un nuovo potere e la grande l’opportunità di modificare i nostri filtri mentali facendo così esperienza della vita in modo migliore.


Cosa c’entra il Costruttivismo con la Psicologia dello sport?

L’intervento di psicologia dello sport e di coaching avviene proprio attraverso l’utilizzo di tecniche psicologiche che agiscono sulla modificazione e ristrutturazione degli schemi mentali individuali che non sono funzionali, rendendo la persona prima consapevole del suo modo di leggere la realtà e gli eventi per poi guidarla nella creazione di schemi mentali più efficaci.

Viviamo in un momento storico in cui la tendenza comune sembra quella di non volersi prendere responsabilità della propria condizione, subendo in maniera passiva la realtà esterna.Il primo step per rendere la persona più “potente” è renderla consapevole dei sui filtri mentali, per poi stimolarne la presa di responsabilità e un successivo possibile cambiamento.

Quindi ognuno legge la realtà con i suoi occhi?

Sì, la realtà è un insieme di fatti ma siamo noi a dargli un significato.

Possiamo immaginare che ognuno di noi porti degli occhiali e che questi occhiali siano graduati a seconda degli schemi mentali individuali ci rimandano un’immagine della realtà.

Che risultati può ottenere un giocatore che si sente responsabile della costruzione della propria realtà?

Ve lo spiego con un esempio.

Vi sarà capitato di sentire parlare della “Cultura degli alibi” concetto di Velasco, il grande Ct che ha guidato la Nazionale italiana di Pallavolo maschile per molti anni: per chi non la conosce, Velasco parla del fatto che i giocatori tendono a dare la responsabilità dei loro errori agli altri, come ad esempio la situazione in cui un’attaccante che sbaglia attacco dice che è colpa dell’alzata del palleggiatore, il palleggiatore che sbaglia alzata dice che la colpa è della ricezione e il ricettore non potendo dare responsabilità alla battuta avversaria dice

che è colpa delle luci del palazzetto che sono troppo forti e non ha visto la palla.

Quindi alla fine di questa catena di alibi, la colpa dell’azione finita male è dell’elettricista.

Questa storiella raccontata da Velasco oltre che a far sorridere porta l’attenzione proprio sulla difficoltà di prendere la responsabilità delle proprie azioni che invece è uno dei principi del costruttivismo.

L’alibi è un esempio di un costruttivismo non funzionale.


Si tende spesso a giustificare i nostri comportamenti come conseguenza di quelli degli altri senza rendersi conto della trappola che questo rappresenta. Dare la responsabilità delle proprie azioni agli altri sembra più facile, perché così non dobbiamo metterci in discussione ma il problema è che così facendo non risolviamo nulla rimanendo comodamente nella nostra zona di comfort, quella in cui siamo bravi e non sbagliamo mai.

Ragionare così vuol dire non essere protagonisti della propria vita e delle proprie scelte ma diventare il risultato di un insieme di reazioni causate e giustificate dall’esterno.

Un giocatore che in campo si prende la responsabilità della sua prestazione sarà molto più efficace del giocatore che affronterà le difficoltà subendole e pensando che una sua prestazione negativa sia responsabilità dell’allenatore in panchina, del preparatore, dei compagni, del pubblico o delle luci come nel caso descritto da Velasco.

Quando un giocatore si sente pienamente responsabile di quello che fa, utilizza tutte le sue risorse e trova soluzioni.

Iniziare a guardare le cose sotto un nuovo punto di vista che ci vede protagonisti e pienamente responsabili delle nostre scelte, vittorie, sconfitte ci ridà in mano le redini della nostra vita almeno per quello che può essere sotto il nostro controllo.

Ciò non toglie che in una squadra, le azioni e il lavoro di uno influisca su quello degli altri, ma se ognuno fosse capace di prendere la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie aree sarebbe più facili trovare soluzioni anziché colpevoli.

Quindi anche le difficoltà possono essere vissute in modo più costruttivo?


Sì, anche il modo di vivere le difficoltà è una scelta personale.

Imparare a prendere i problemi come delle sfide ad esempio, ci permette di affrontarli in modo più attivo riuscendo ad utilizzare al meglio le nostre risorse, proprio come quando scendiamo in campo per vincere una partita ed abbiamo accesso a tutta la nostra forza. Spesso scopriamo che le nostre risorse sono più grandi di quello che immaginavamo.

Partendo dal presupposto che la vita stessa è una grande sfida per tutti, il nostro atteggiamento mentale verso di essa è quello che fa veramente la differenza.

Siamo noi a scegliere come interpretare gli eventi e a seconda di come lo facciamo avremo più o meno forza per affrontarli.

Questo non vuol dire che sia facile, ma vuol dire che è possibile.

Come possiamo costruire una rappresentazione della realtà migliore ed essere più efficaci?

Siamo tutti costruttori di realtà solo che lo facciamo in maniera inconsapevole e a volte non funzionale.

Il primo passo è prendere consapevolezza del sistema, il secondo passo è lavorare sui propri schemi mentali individuali per modificare quelli limitanti.

Sicuramente un’operazione del genere fatta da soli non è facile ed è qui che diventa molto efficace un intervento di psicologia dello sport e coaching, anche se una profonda riflessione personale sul proprio modo di vedere le cose può già promuovere dei piccoli cambiamenti.

Capire meglio come funziona la nostra mente ci permette di essere registi consapevoli, imparando a interpretare quello che succede fuori da noi come dei Fatti ai quali scegliamo che significato dare e come reagire. Se è vero che ci sono innegabilmente “fatti” che ci possono mettere in difficoltà è altrettanto vero che ognuno di noi sceglie come reagire per superarli.

C’è sempre un bivio di fronte ad un problema: possiamo lamentarci trovando colpevoli e rimanendo fermi oppure rimboccarci le maniche e trovare soluzioni prendendo in mano la situazione.

Siamo noi a scegliere.

Spero di avervi stimolato una piccola riflessione costruttiva, arrivederci al prossimo articolo ;-)


4 visualizzazioni

I contenuti presenti sul sito www.danielagioria.com dei quali è autore Daniela Gioria proprietario del blog non possono essere copiati,riprodotti,pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © 2009 - 2020 StrategicaMente www.danielagioria.com di Daniela Gioria All rights reserved

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Instagram