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Pianificare il nuovo anno: il potere degli obiettivi chiari - Sport coaching

L’inizio di un nuovo anno è un momento simbolico in cui spesso si avverte la necessità di programmare il futuro e fare dei buoni propositi rispetto ai cambiamenti che vorremmo apportare alle nostre vite.

Questa voglia di cambiamento rappresenta un’ottima occasione se sappiamo come sfruttarla. Spesso i nostri buoni propositi finiscono per spegnersi man mano che i giorni passano, perdendo quella forza di trasformazione con la quale sono nati.

Come possiamo portare avanti i nostri buoni propositi del nuovo anno? Pianificandoli in modo da renderli concreti.

I buoni propositi sono spinte che nascono dentro di noi ma che devono essere indirizzate perché si concretizzino, per questo motivo è importante avere una strategia che da un lato ci permetta di fare un’analisi dell’anno appena concluso e una programmazione del nuovo anno che sta iniziando in modo da non perdere l’entusiasmo iniziale e portare a termine gli obiettivi a noi cari.

Per pianificare il nuovo, iniziamo quindi da una piccola analisi dell’anno appena terminato, per congedarsi da esso consapevoli di quello che è stato ponendosi alcune domande:



  • Quali sono i risultati positivi che ho conseguito nel 2019?

  • Di cosa sei stato orgoglioso di te?

  • Cosa sei riuscito a risolvere?

  • Quali nuove abilità hai imparato?

  • Quali sono stati i momenti felici e importanti?

  • Come farli accadere di nuovo?

  • Scegli 5 parole chiave che descrivano gli ultimi 12 mesi.


Partiamo dal considerare cosa è andato bene, poiché spesso siamo portati a ricordare solo le cose che non sono andate come avremmo voluto.

Mettere nero su bianco i nostri successi, grandi o piccoli che siano, ci permette di averne consapevolezza.

Quindi andiamo a prendere in esame le esperienze negative, le cose che non sono andate bene. L’importante è essere onesti con sé stessi, questi spunti sono privati e personali, quanto più saremmo in grado di auto valutarci in modo sincero tanto più impareremo dalla nostra personale esperienza.

  • Cosa non è andato bene nel 2019?

  • Come ho affrontato queste esperienze negative?

  • Cosa avrei potuto fare per gestirle?


Come succede in campo, ogni “sconfitta” diventa preziosa se siamo in grado di imparare da essa, diventa inutile e frustrante solo se non ne traiamo un insegnamento.

Spesso accade che quelli che consideri insuccessi, equivalgono alla tua esperienza ed al tuo bagaglio che è prezioso ed indispensabile per proseguire e fare meglio.

Per questo motivo una volta emerse le esperienze negative dell’anno appena finito è importante capire quali lezioni abbiamo appreso da esse:

  • Quali sono state le lezioni che ho imparata dalle sconfitte?

  • Come posso utilizzare queste lezioni per le mie prossime sfide?


Dopo aver trovato le risposte a queste domande e aver fatti i conti con il passato, possiamo congedarci dall’anno appena finito, essere grati per quelle che abbiamo ottenuto, grati per le lezioni che abbiamo appreso e pronti per costruire l’anno nuovo.

Gli obiettivi per il nuovo anno devono essere:

  • Chiari (come abbiamo visto nell’articolo precedente dedicato alla costruzione degli obiettivi)

  • Con uno specifico piano di azione: step intermedi, azioni progressive necessarie.

  • Tenere traccia ogni mese del punto in cui ci troviamo e gli avanzamenti che abbiamo fatto.


A questo punto possiamo ampliare il discorso rispetto al tipo di obiettivi da raggiungere: alcuni obiettivi si possono raggiungere in qualche mese, altri in qualche anno, altri ancora necessitano di una programmazione più lunga.

A prescindere dalla lunghezza temporale del vostro obiettivo, un ottimo modo per riuscire a dividerli in step è utilizzare la “tecnica dello scalatore”, una delle tecniche utilizzate nel percorso di coaching e problem solving strategico ideato dal Prof. Giorgio Nardone.

Questa strategia mentale rappresenta chiaramente l’applicazione di una logica inversa a quella ordinaria, poiché prevede la messa in atto di una sequenza di atti apparentemente contro senso.

Una volta chiarito l’obiettivo da raggiungere, grazie all’applicazione della precedente tecnica, si deve immaginare a ritroso la sequenza di step sino al punto di partenza, invece che, come apparirebbe più “sensato” secondo una razionalità lineare, di partire dal punto di partenza per costruire la sequenza di passi fino al punto di arrivo.


Il suo nome, non a caso, deriva da ciò che da millenni fanno tutti gli esperti scalatori i quali, nel progettare il percorso più idoneo per raggiungere una vetta, prendono avvio dalla cima e a ritroso, spazio per spazio, costruiscono quella che sarà la traiettoria della loro scalata.

Dopo aver definito i nostri obiettivi, per ognuno di essi disegniamo una piramide in cui posizioniamo l’obiettivo sulla cima, la dividiamo in dieci livelli (o quanti necessari) e a ritroso inseriamo tutte le azioni che dobbiamo fare per ottenerlo.

Ad esempio immaginiamo di essere un giovane giocatore che partecipa al Campionato di serie C e che abbia come obiettivo di migliorare le sue abilità in campo fino a riuscire a diventare un giocatore titolare di serie A entro 5 anni.

Posizioniamo in cima alla piramide l’obiettivo finale “Diventare un giocatore titolare di serie A” e a ritroso definiamo gli step di avvicinamento all’obiettivo partendo ad esempio dall’anno precedente quello della sua realizzazione chiedendomi:

- Cosa devo aver fatto l’anno precedente all’ottenimento del mio obiettivo per essere sulla strada giusta ad ottenerlo?

Nel nostro esempio, l’anno precedente all’esser diventato un giocatore di serie A sarà ad esempio far parte di una squadra di serie A come riserva e allenarmi per migliorare l’abilità X che mi servirà a fare il salto di qualità necessario a diventare titolare.

Andando a ritroso (vedere il proprio obiettivo realizzato) permette di studiare la strada migliore suddividendola in tappe intermedie (micro-obiettivi) con la possibilità di cambiare qualcosa se si dovessero riscontrare difficoltà o incongruenze.

Questa tecnica permette di smontare qualcosa di complicato e renderlo semplice, così che diventi possibile verificare l’efficacia di ogni singolo passo e nel caso correggerlo se non produce gli effetti desiderati.

La tecnica dello scalatore è una delle tecniche più efficaci per rendere mentalmente chiaro il percorso che dobbiamo intraprendere per trasformare in risultati concreti quelli che a volte sono desideri, sogni che rischiano di rimanere nel mare delle ipotesi sul futuro ma che non riescono a concretizzarsi.

I sogni sono importanti per vivere una vita di qualità ma se non hanno una data e un percorso preciso non si trasformeranno in realtà.



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